logo STUDIO DI CONSULENZA ITALO - FRANCESE
Traduzioni, Consulenza e Assistenza in atti di successione e donazione in Francia
Famiglia
Compravendita
Gestione
Imposte
 Imposte Generali
  - Sul reddito
  - Sulla fortuna (ISF)
  - T.V.A.
 Imposte Locali
  - Taxe d’habitation
  - Taxe foncière
  - Abbonamento TV
 I "NON RESIDENTI"
  - Regime fiscale
  - Ufficio dei non residenti
  - Locazione settimanale


IMPOSTA DI SOLIDARIETA’ SULLA FORTUNA "ISF"

RIFORMA ISF DOPO IL 2013
Il Governo Francese dopo aver annunciato una grande riforma dell’Imposta sulla Fortuna, ha invece riconfermato la vecchia Tabella ISF 2012 con aliquote dallo 0,50% al 1,5% introducendo con la Legge delle Finanze 2013, le seguenti nuove disposizioni:.
- La soppressione della riduzione fissa di 300 euro per persona a carico
- Il mantenimento della dichiarazione semplificata se il patrimonio netto tassabile è inferiore a 2.570.000 euro.
Per evitare gli sbalzi di soglia,
- Un meccanismo di sconto la Dècote, per i patrimoni il cui valore netto tassabile è superiore ad 1.300.000 euro ed inferiore a 1.400.000 euro.
Il montante dell’imposta calcolato secondo la tabella progressiva, è ridotto di una somma uguale a: 17.500 euro - (P x1,25%) dove P èil valore del patrimonio netto.
Esempio: Patrimonio 1.350.000 euro Calcolo Imposta 17500-(1.350.000 x 1,25%) = 5.580 euro

Per la determinazione del patrimonio imponibile tassabile netto, i debiti contratti per l’acquisizione di beni che non sono presi in conto ai fini ISF o esonerati (opere d'arte, immobili storici, etc.), non sono imputabili sul valore dei beni tassati. Per conseguenza saranno deducibili solo i debiti in relazione all’attivo imponibile.

Avvertenza: Se il patrimonio supera 1.300.000 euro, occorre calcolare l’imposta a partire da 800.000 euro.

Deposito della dichiarazione per i "non residenti" entro il 15 luglio - Se al 1º gennaio, il patrimonio netto imponibile supera 1.300.000 €, occorrerà rimettere o indirizzare al Bureau des Impôts abituale, una dichiarazione ISF al più tardi entro il 15 giugno per i contribuenti francesi, entro il 15 luglio per i contribuenti fiscalmente "non residenti". La dichiarazione consiste nel deposito dello stampato 2725, unitamente ai suoi 5 allegati, disponibile nei centri delle imposte. Le persone che hanno già effettuato una dichiarazione nell'anno precedente riceveranno direttamente a casa il formulario pre-stampato nº 2725 k con gli allegati. Questa dichiarazione deve essere accompagnata dall’assegno corrispondente al montante dell’imposta. È possibile sottoscrivere la dichiarazione ed i suoi allegati in un formulario informatizzato. Lo stampato è disponibile sul sito internet francese del Ministero dell’economia, delle finanze e dell’industria (www.impot.gouv.fr).
La dichiarazione deve essere rimessa o inviata al Bureau des Impôts; i contribuenti non domiciliati in Francia devono inviarla al Centro delle Imposte dei Non Residenti "Centro d’imposizione dei non residenti" (10 rue du Centre, 93160 Noisy-le-Grand).

TABELLA 2016 - ISF Tranche di imposizione e tassi

Scaglione Imponibile Tasso d’imposizione
fino a 800.000 € 0%
da 800.001 € a 1.310.000 € 0.50%
da 1.310.000 € a 2.570.000 € 0.70%
da 2.570.000 € a 5.000.000 € 1.00%
da 5.000.000 € a 10.000.000 € 1.25%
oltre 10.000.000 € 1.50%

Esempio: Un privato detiene un patrimonio netto di 1.500.000 €,
importo é compreso tra 1.310.000 € e 2.570.000 €.
La formula applicabile é la seguente:


0% su 800.000 € pari a 0 €
0.50% su 509.999 € (1.310.000 € - 800.001 €) pari a 2.550 €
0.70% su 190.000 € (1.500.000 € - 1.310.000 €) pari a 1.330 €
Totale Imposta da pagare (2.550 € + 1.330 €) = 3.880 €

A.R.   TORNA SU

Un’imposta principalmente immobiliare - Da un pò di anni, un pò ovunque, si nota una crescita, decisamente sostenuta, dei prezzi degli alloggi, e lo stesso vale per i settori in via di rinnovamento poco ricercati fino a qualche decennio fa. Di conseguenza, c’è stata una rivalutazione concreta di alcuni patrimoni. Questo è il motivo per cui l’ISF tende ad essere considerata come un’imposta essenzialmente immobiliare.

Progressione sensibile dei soggetti imponibili - La crescita dei prezzi nell’immobiliare si è tradotta in un aumento sensibile di contribuenti soggetti all’ISF.
Nel 1997 se ne contavano 178.899, nel 2004 circa 335.525 e 400.000 nel 2005. Si è stimato che nel 2008 la dichiarazione ISF avrebbe dovuto essere compilata da circa mezzo milione di residenti francesi.
Come negli anni precedenti, un buon numero di beni non rientrano nel calcolo dell’ISF oltre un abbattimento del 20% sul valore commerciale della residenza principale e sui beni affittati.

Dichiarare il proprio patrimonio - L’ISF è un’imposta sui patrimoni personali.
Il valore netto tassabile del patrimonio è calcolato sulla base di tutti i beni situati in Francia o all’estero. Sono esclusi dal calcolo i beni detraibili in particolare quelli professionali, gli oggetti d’arte, da collezione o d’antiquariato e permette di dedurre i debiti personali.

Soglia d’imposizione -  La dichiarazione ISF è da presentare nel caso in cui il patrimonio tassabile al 1º gennaio, superi 1.310.000 €. La tabella dell’ISF è soggetta ad indicizzazione annuale in funzione degli indici di aggiornamento dell’Imposta sul Reddito.

Un’imposta annuale - La base d’imposizione dell’ISF viene applicata al 1º gennaio di ogni anno. A quella data si determina la situazione del contribuente, la consistenza del suo patrimonio, l’esistenza di debiti ed il valore dei beni; in pratica il valore venale al quale il prezzo è suscettibile di acquisizione nel "gioco" della domanda e dell’offerta nel mercato reale. Non tiene conto di acquisti, vendite, donazioni o lasciti per testamento avvenuti tra il 1º gennaio e la data di dichiarazione, a meno che queste operazioni non abbiano un effetto retroattivo, per esempio nel caso di una parte di beni indivisi.

Patrimonio leggermente al di sotto della soglia d’imposizione - A seguito di una donazione o di una maggiorazione di debiti deducibili, si considera che il valore netto del patrimonio tassabile è divenuto inferiore a 1.310.000 €.
E’ allora possibile non presentare la dichiarazione ISF se nell’anno precedente si era imponibili all’ISF? E’ preferibile depositare ugualmente la dichiarazione del formulario 2 725 al più tardi il 15 giugno, corregendo le voci che hanno subito variazioni.
È prudente fornire comunque l’inventario dettagliato dei propri beni, non dimenticando di indicare nel prospetto la parola "néant" (niente) nel riquadro "à payer" (da pagare).

Chi presenta la dichiarazione? -  Si presenta una sola dichiarazione, firmata dai coniugi. Per le persone sposate, la base di calcolo dell’ISF corrisponde al valore netto (al 1º gennaio di ogni anno) di tutti i beni appartenenti ai coniugi ed ai loro figli minorenni.
La stessa regola si applica per le persone che vivono da concubini dichiarati ed ai conviventi (PACS) che sono soggetti ad un’imposizione comune all’ISF. Entrambi devono aggiungere al loro patrimonio i beni dei figli minorenni in qualità di aventi l’autorità genitoriale in comune.
Quanto ai genitori che sono imponibili separatamente all’ISF ma che esercitano l’autorità congiuntamente, possono includere in ciascuna loro dichiarazione la metà dei beni dei propri figli minorenni.
In caso di decesso di un contribuente soggetto all’ISF, tra il 1º gennaio e la data di dichiarazione, spetta agli eredi effettuare la dichiarazione entro sei mesi.

In caso di divorzio, su chi incombe la dichiarazione? - I coniugi in istanza di divorzio o di separazione di corpo, che non vivono più sotto lo stesso tetto, devono, se soggetti all’ISF, presentare ciascuno la propria dichiarazione. Nel caso in cui siano già stati autorizzati dal giudice a vivere separatamente, riceveranno un imposizione distinta, poiché hanno cessato la vita in comune.

Beni gravati da usufrutto - I beni o diritti di usufrutto, per esempio la residenza principale, sono compresi, a titolo di ISF, nel patrimonio dell’usufruttuario per il valore in piena proprietà (Codice generale delle imposte francesi art. 885 G). Questa regola spiega di fatto che la capacità contributiva non sia la "nuda proprietà" ma l’usufrutto. È quest’ultimo che beneficia in effetti dei redditi percepiti dai beni o dall’uso.

Debiti e dichiarazione ISF - I crediti possono essere rappresentati dai valori mobiliari, ovvero sia azioni o quote di società, sia obbligazioni iscritte su un conto aperto presso un intermediario concordato o un’istituzione finanziaria. Questi titoli possono figurare sulla dichiarazione di ISF sotto una dicitura unica. Il contribuente deve allegare a questa dichiarazione l’estratto conto dettagliato della Banca dove sono custoditi i titoli al 31 dicembre.
Quanto ai crediti, oltre i valori mobiliari, bisogna che essi siano valutati al loro montante nominale aggiungendo gli interessi scaduti e non ancora saldati al 1º gennaio . Se il debitore è in uno stato di accertamento giudiziario, il credito dà luogo ad una dichiarazione stimata al 1º gennaio , sulla base del giudizio ottenuto. Il contribuente è tenuto ad indicare nella colonna 2 del rigo 3 della dichiarazione ISF, la natura del credito, il nome e l’indirizzo del debitore nonché, eventualmente, la referenza all’atto costitutivo del credito.
Le prestazioni di compensazione versate in caso di divorzio sotto forma di rendita vitalizia, sono considerate come un credito sugli alimenti. Sono dunque inesistenti e inalienabili e non hanno valore patrimoniale. Di conseguenza non sono imponibili d’ISF.

Decesso e dichiarazione ISF - La dichiarazione di successione permette al fisco di apprezzare esattamente il patrimonio di una persona deceduta. A meno che non rinuncino alla successione, gli eredi di un contribuente sono tenuti a saldarne i debiti comprese le penalità per il tardivo pagamento, calcolato fino al giorno del decesso. Sono ugualmente imponibili dell’ISF nei confronti del fisco nel caso in cui il defunto avesse omesso di dichiarare un bene o non avesse compilato la dichiarazione stessa.
L’amministrazione fiscale, ha comunque la possibilità di accertare i 10 anni precedenti. Per esempio, in un decesso avvenuto nel , il controllo fiscale può essere eseguito a partire dal 1998. Nel caso in cui un contribuente deceduto avesse effettuato in vita una dichiarazione d’ISF incompleta, il controllo del fisco può estendersi sui tre anni precedenti più l’anno in corso.

Persone imponibili non domiciliate in Francia - La dichiarazione dei contribuenti non domiciliati in Francia deve essere inviata all’ufficio delle imposte "dei non residenti" (10 rue du Centre, 93160 Noisy-le-Grand).
I residenti nel Principato di Monaco sono tenuti ad inviare la loro dichiarazione all’ufficio delle imposte di Menton (7 rue Victor Hugo, 06507 Menton Cedex).
La dichiarazione dei non residenti deve essere rimessa o indirizzata all’ufficio delle imposte per i contribuenti europei entro il 15 luglio di ogni anno; per gli extraeuropei entro il 31 agosto.

Beni situati all’estero - I beni situati al di fuori del territorio francese, sono oggetto di una dichiarazione e di un’imposizione alle stesse condizioni dei beni posti in Francia.
Il caso è diverso se una convenzione internazionale concede unicamente all’altro Stato il diritto di imposizione. È il caso, per esempio, di beni immobiliari situati nel Lussemburgo. Se si è sottoposti ad un’imposta estera corrispondente all’ISF, questa imposta può essere dedotta all’imposta francese sull’allegato 5 della dichiarazione ISF.
Se il 15 giugno, non si hanno ancora gli elementi necessari per la deduzione, si posticiperà la consegna dell’allegato 5 all’ufficio delle imposte.
Per i beni che si trovano al di fuori della "zona euro", la deduzione dell’imposta estera non si può effettuare, se non dopo la conversione in euro in base al tasso di cambio applicabile il giorno del pagamento di questa imposta.

Il calcolo dell’imposta - L’ISF si calcola sul valore netto dei beni imponibili dedotti i debiti (comprensivi di imposte) e spese di famiglia.

Debiti deducibili - Per essere deducibili, occorre che i debiti esistano al 1º gennaio .
Le giustificazioni dell’esistenza dell’oggetto e del montante dei debiti, devono essere allegate alla dichiarazione, per esempio gli estratti conti bancari.
I debiti deducibili vanno iscritti sull’allegato 4 della dichiarazione.
Oltre ai debiti ci sono i crediti, ottenuti dai proprietari per acquistare la casa, che corrispondono al capitale restante dovuto, al 1º gennaio . Si considerano anche:
 - gli scoperti bancari,
 - i depositi di garanzia rimessi dai locatari all’inizio della locazione,
 - le spese pagate con carte di credito o assegni e non addebitati entro il 1º gennaio,
 - le fatture o ricevute di onorari rilasciate da imprenditori per lavori o di prestazioni di servizi precedenti al 1º gennaio e non regolate entro quella data.
Sono ugualmente deducibili le spese condominali, se rapportate al 4º trimestre 2008, ma richieste dall’amministratore dopo il 1º gennaio .
Si deve dunque calcolare l’ammontare dell’ISF ed infine precisare il totale dovuto al fisco

Pezze giustificative da fornire al fisco - Occorre che i debiti di cui si chiede la deduzione siano comprovati. Aggiungere quindi alla dichiarazione le pezze giustificative riguardanti l’ammontare dei debiti deducibili (E/C bancari a debito, contratti di mutuo..).

Debiti fiscali - I debiti d’imposta al 1º gennaio sono deducibili dal patrimonio che viene sottoposto all’ISF. Sono essenzialmente:
 - l’imposta sui redditi dovuta a titolo del 2008,
 - i prelevamenti sociali sui redditi del patrimonio,
 - le imposte locali e l’imposta ISF dovuta a titolo del .

Detrazioni familiari - L’imposta derivante della tabella, puó essere diminuita di 150 € per persona a carico. Si tratta dei figli minorenni titolari o infermi e di persone titolari di carta d’invalidità, viventi sotto lo stesso tetto del contribuente.
Un figlio che non ha ancora compiuto 18 anni al 1º gennaio, in residenza alternata a seguito di divorzio o di separazione dei suoi genitori, dá diritto ad una detrazione di 75 €, per il padre ed altrettanto per la madre.

A.R.   TORNA SU

ISF E CONTROLLO FISCALE: I punti chiave - Gli evasori involontari dell’ISF sono numerosi. Per evitare di essere oggetto di controllo fiscale, è meglio verificare per tempo il valore totale del proprio patrimonio imponibile.

Esiste un "profilo tipo" del contribuente imponibile all’ISF? - Nella stragrande maggioranza delle situazioni, i soggetti imponibili d’ISF sono di età compresa tra i 55 e i 60 anni. Sono proprietari della residenza principale situata in periferia urbana e dispongono di un patrimonio mobiliare ed immobiliare costituito nel corso degli anni dai loro genitori. Questo fa si che entrino a far parte della categoria d’imposizione a l’ISF a loro insaputa.
Tale tendenza è stata accentuata in ragione del recente aumento dei prezzi dell’immobiliare. Questi contribuenti hanno acquistato i loro beni da più di dieci anni e quindi non sono a conoscenza dell’attuale valore.

I privati sono più sottoposti al controllo delle imprese? - I dipendenti e i pensionati sono i più controllati. In effetti, è molto più semplice constatare un’anomalia in queste situazioni, dove il fisco può incrociare le informazioni fornite dal contribuente, e quelle date dal datore di lavoro.
Le imprese sono in seconda posizione sulla lista dei controlli.
Vengono in fine i controlli legati alle successioni.

Con quali criteri l’amministrazione fiscale rintraccia gli evasori dell’ISF? - Bisogna distinguere due categorie di evasori: quelli che non dichiarano affatto l’ISF, e quelli che non dichiarano tutti i beni. L’amministrazione fiscale dispone di numerose fonti per trovare gli eventuali evasori, la dichiarazione del reddito ed i suoi allegati nei quali sono indicati i redditi da capitali mobiliari o ancora i redditi fondiari.
In secondo luogo, le dichiarazioni di successione che forniscono ugualmente informazioni generali. A partire da questi primi elementi, si può avere un idea dell’ammontare del patrimonio del contribuente.

Si ricorre anche ad altre fonti d’informazione? - L’amministrazione fiscale ha accesso a tutti i dati amministrativi:
 - EDF (elettricità di Francia),
 - Telecom Francia,
 - operatori di telefonia mobile,
 - Urssaf,
 - comuni,
 - scuole.
Queste informazioni sono utili per determinare la vera residenza del contribuente. In effetti, capita spesso, specialmente nel nord della Francia, che alcuni dichiarino i propri redditi in Belgio al fine di evadere l’ISF dichiarando di risiedervi.
Per cui, rilevando che i figli vanno a scuola in Francia e che numerose fatture vengono pagate in Francia dai contribuenti, si evince che non è il Belgio la vera residenza.

Quali sono le diverse tappe di controllo per un contribuente che non ha dichiarato l’ISF?  - Nel caso in cui il contribuente non dichiari l’ISF e l’amministrazione fiscale si accorge dell’evasione, gli verrà indirizzata una lettera di sollecito. L’evasore ha a disposizione 30 giorni per regolarizzare la sua posizione ed è comunque soggetto ad una maggiorazione dei diritti dovuti del 10%. Dovrà inoltre regolare gli interessi per tardivo pagamento nella misura di 0,75% per mese, maturati fino al 31 dicembre dei due anni precedenti e dello 0,40% per quelli maturati a partire dal 1º gennaio dell’anno precedente.
Il punto di partenza di questi interessi è il 1º luglio e quello d’arrivo è l’ultimo giorno del mese di deposito della dichiarazione, dopo il sollecito.
Se il contribuente rimette questa dichiarazione dopo la lettera di sollecito, si applica la procedura contradditoria. È sottoposto alla procedura di tassazione d’ufficio e rischia una maggiorazione del 40% sommati gli interessi, inoltre, in questa situazione, l’onere della prova spetta al contribuente. È dunque lui che deve dimostrare che l’amministrazione fiscale ha sovrastimato il suo patrimonio.
Si rende noto che in caso di provata fraudolenza o di abuso di diritto, la maggiorazione può aumentare fino all’ 80% dei diritti dovuti.
È diversa la procedura nel caso in cui il contribuente dichiara l’ISF in maniera insufficiente?
La principale differenza si trova nell’onere della prova che spetta, in questo caso, all’amministrazione fiscale. In effetti, in questa ipotesi, il contribuente è oggetto di una proposta di rettifica, al ricevimento della quale, ha 30 giorni a disposizione per presentare le proprie osservazioni che giustifichino la stima dei propri beni immobiliari.
L’amministrazione è tenuta a rispondergli e si instaura così una discussione. Generalmente il valore stimato è rivisto verso il basso dall’amministrazione fiscale.

Qual’è la durata della prescrizione fiscale? - In materia d’ISF, la durata della prescrizione fiscale varia a seconda delle situazioni. In effetti, un contribuente che ha depositato la propria dichiarazione valutando il patrimonio in maniera insufficiente è soggetto ad una prescrizione fiscale della durata di 3 anni. Al contrario, la prescrizione dura dieci anni per chi omette totalmente di dichiarare l’ISF. L’amministrazione fiscale favorisce i contribuenti che fanno almeno la pratica di dichiarazione.

Quali sono le contestazioni più frequentemente presentate dai contribuenti?
Ovviamente le contestazioni inerenti i beni immobiliari.
Il resto del patrimonio è facilmente estimabile poiché si tratta semplicemente di far riferimento ai documenti bancari. In molti casi, i contribuenti fanno valutare lo stato del bene immobiliare in assenza di lavori di manutenzione e di rumori che contribuiscono alla svalutazione.
Il contribuente può anche far riferimento alla banca dati dei notai per avere ulteriori elementi di valutazione.
L’amministrazione, dopo aver valutato il bene utilizzando diversi metodi di paragone, verifica sul posto la valutazione del bene al giusto prezzo. Parallelamente, le liti possono portare all’esenzione e, per contro, gli imprenditori individuali cercano di dimostrare la natura professionale dei beni e non quella personale.

In caso di disaccordo, quali sono i ricorsi possibili del contribuente? - In questo caso, per prima cosa, il contribuente può rivolgersi alla commissione dipartimentale di conciliazione, nel quadro di una procedura di rettifica. Se questa pratica non va a buon fine, come in altre situazioni, il contribuente può depositare un ricorso al Tribunale di Grande Istanza.

Qual’è il tipo di controllo più frequente? - Le cifre parlano da sole: la quasi totalità dei diritti percepiti dall’amministrazione fiscale a titolo di ISF risultano unicamente da solleciti.
Una pratica che ha apportato 38 milioni di euro nel 2003 e 20.000 dichiarazioni depositate a seguito dei solleciti effettuati nello stesso anno. Al contrario, solo 86 tassazioni d’ufficio sono state fatte nel 2003. Coloro che fanno la dichiarazione sono dunque ovviamente meno penalizzati di quelli che la omettono, volontariamente o non.
Il numero degli evasori dell’ISF è tanto quanto il numero dei dichiaranti.
Partendo dal calcolo che il 10% dei contribuenti dispongono del 90% del patrimonio di famiglia e che i prezzi dell’immobiliare sono sensibilmente aumentati in questi ultimi anni, la DGI (Direzione Generale delle Imposte) considera che il numero degli evasori sia di circa 400.000.
Si ricorda che il numero delle persone assoggettate all’ISF è stato di 400.000 persone nel 2005 e di 450.000 nel 2006.

Attenzione alla prescrizione - Il potere d’investigazione del fisco è esteso. Beneficia della prescrizione decennale in caso di omissione di un bene in una dichiarazione o in assenza di dichiarazione d’ISF per chi ne è assoggettato. La prescrizione abbreviata di 3 anni si applica nel caso in cui la dichiarazione è stata presentata ed il fisco procede ad un accertamento del valore, a seguito di controllo.

A.R.   TORNA SU

A.R.

Trattato bilaterale
Italia - Francia


A.R.

Convenzione Italia - Francia
L. 14 dicembre 1994, n.708


Principali Scadenze!!!
- 18 e 23 Maggio 2017
Termine Déclaration de Revenus
- 30 Luglio
Déclaration Impôt Solidarité et Fortune
- 15 Ottobre
Taxe Foncière
- 15 Dicembre
Taxe d’Habitation